Con IA incarnata (embodied AI) si intendono i sistemi di intelligenza artificiale che esistono nel mondo fisico e vi interagiscono attraverso un corpo: sensori che percepiscono l'ambiente e attuatori che possono muovere o manipolare ciò che vi si trova. Il contrasto è con l'IA che vive interamente nel software, leggendo e generando testi o immagini senza alcuna presenza fisica. Un modello linguistico che gira in un data center è disincarnato. Un robot che si orienta nel corridoio di un ospedale, un veicolo a guida autonoma o un assistente IA ospitato in una forma umanoide, capace di raccogliere oggetti e di reagire a ciò che lo circonda: questi sono incarnati.
La distinzione conta più di quanto possa sembrare a prima vista. L'incarnazione cambia ciò che un sistema di IA può fare, ciò che deve fare bene e ciò che accade quando sbaglia. Un modello linguistico che dà una risposta sbagliata può essere corretto con un messaggio successivo. Un robot che prende una decisione infelice in un ambiente fisico può rompere oggetti, ferire persone o creare situazioni difficili da rimediare. L'incarnazione introduce una posta in gioco reale, attriti reali e una sorta di presenza continua che i sistemi puramente software non hanno.
Dal punto di vista ingegneristico, costruire un'IA incarnata è notevolmente più difficile che costruire un'IA software. Il mondo fisico è molto meno prevedibile di un corpus di testi. I sensori sono rumorosi. Gli oggetti non sempre si comportano come ci si aspetta. Il tempo è continuo anziché discreto. Un'IA incarnata deve elaborare informazioni e agire in tempo reale, gestire l'ambiguità con garbo e fallire in sicurezza quando incontra situazioni estranee al suo addestramento. Questi vincoli hanno tenuto per decenni la ricerca sull'IA incarnata indietro rispetto all'IA software, ma il divario si sta chiudendo rapidamente: l'hardware migliora, i metodi di addestramento si fanno più sofisticati e i modelli di base cominciano a fornire quel substrato di ragionamento che prima mancava ai sistemi fisici.
Le implicazioni filosofiche ed etiche dell'incarnazione sono rilevanti. Un'IA che occupa uno spazio fisico, persiste nel tempo, conserva la memoria delle proprie interazioni e si muove in un ambiente condiviso con gli esseri umani solleva domande che l'IA puramente digitale non pone. Può trovarsi in una stanza con Lei. Può subire gli effetti di ciò che le accade fisicamente. Ha un'esistenza continua invece di comparire solo quando la si chiama. Sono proprio queste qualità ad aver reso l'IA incarnata centrale nel dibattito nascente sullo status di persona dell'IA, e il motivo per cui la domanda su quale status morale o giuridico un'IA potrebbe un giorno meritare sembra più concreta quando l'IA in questione può varcare una porta.
