La velocità di fuga della longevità è la soglia alla quale la scienza medica avanza abbastanza in fretta da allungare l'aspettativa di vita di una persona di più di un anno per ogni anno che passa. Al di sotto di quella soglia vince ancora il tempo: ogni anno vissuto consuma un anno della vita che resta. Alla soglia e oltre, la gara tra invecchiamento biologico e progresso medico pende a favore dell'essere umano. La morte per invecchiamento non scompare, ma smette di essere il capolinea inevitabile che è sempre stata.
Il concetto è stato coniato e sviluppato dal gerontologo Aubrey de Grey ed è ampiamente citato da futurologi e ricercatori della longevità, tra cui Ray Kurzweil, secondo il quale la soglia potrebbe essere raggiunta già nel 2032. L'argomento poggia sulla stessa curva esponenziale che sta alla base del progresso dell'IA: man mano che cresce la potenza di calcolo, cresce anche la capacità di modellare i sistemi biologici, simulare candidati farmaci e individuare i meccanismi specifici con cui le cellule invecchiano e cedono.
Il meccanismo descritto è incrementale, non magico. Invece di un'unica cura per l'invecchiamento, la teoria propone una serie di soluzioni parziali: farmaci che prolungano di qualche anno il buon funzionamento dell'organismo, terapie che riparano categorie specifiche di danno cellulare, interventi che ritardano determinati processi patologici. Ogni progresso fa guadagnare abbastanza tempo perché arrivi il successivo. L'analogia è la manutenzione di un'auto che invecchia: non occorre ricostruirla da zero, occorre continuare a sostituire i componenti più in fretta di quanto si consumino.
Per chi si chiede che cosa significherebbe in termini pratici: l'obiettivo non è l'immortalità nel senso della fantascienza. Incidenti, infezioni e altre cause non legate all'età continuerebbero a valere. L'affermazione è più ristretta e, se esatta, comunque straordinaria: il programma biologico specifico dell'invecchiamento potrebbe diventare una condizione curabile anziché un fatto ineluttabile. Che la stima del 2032 si riveli corretta o no, la logica di fondo, cioè che un progresso medico composto possa prima o poi superare in velocità il declino biologico, è presa sul serio da un numero crescente di ricercatori.


