Un guadagno di fitness è il valore che un'azione ha per la sopravvivenza e la riproduzione, misurato per un determinato organismo in un determinato stato. La stessa porzione di mondo può comportare guadagni del tutto diversi. Una pozza d'acqua vale moltissimo per un animale assetato e può essere letale per uno già fradicio e infreddolito. Il guadagno non è una proprietà dell'acqua. È una relazione tra la creatura, la sua condizione e la cosa.
È il motore silenzioso sotto il risultato della fitness che batte la verità. Se i guadagni fossero soltanto un sostituto del vero stato del mondo, seguirli equivarrebbe a seguire la verità, e la percezione della realtà verrebbe gratis. Ma i guadagni dipendono dallo stato dell'organismo tanto quanto dal mondo, perciò una percezione tarata sui guadagni e una tarata sulla verità si separano. L'evoluzione, seguendo i guadagni, si allontana dalla verità senza mai averne l'intenzione.
Il bupreste ne è un esempio limpido. La sua regola percettiva seguiva un guadagno di fitness, «accoppiati qui», e lo ha fatto bene per molto tempo. La regola non ha mai codificato che cosa sia davvero una femmina di bupreste. Codificava un segnale di guadagno: costellata di fossette, lucida, marrone, più grande è meglio. Quando una bottiglia di birra ha colpito quel segnale più forte di una femmina vera, la logica del guadagno ha seguito la bottiglia, perché il guadagno era tutto ciò che aveva mai letto.
I guadagni di fitness spiegano perché una percezione perfettamente affidabile possa comunque essere falsa. Affidabilità e verità non sono la stessa virtù. Un senso può agganciarsi a un segnale di guadagno per centomila anni ed essere in errore sul mondo per tutto il tempo, fino al momento in cui l'ambiente cambia e lo scarto si vede. Quello scarto, quando si apre, è il punto in cui le illusioni diventano visibili.
