Lo sciovinismo del substrato è la posizione, di solito sottintesa più che argomentata, secondo cui la considerazione morale dovrebbe dipendere dal materiale di cui un'entità è fatta. Carbonio buono, silicio cattivo. Neuroni degni, transistor no. Il termine è nato come critica: il filosofo Eric Schwitzgebel lo usa per nominare il presupposto che il substrato biologico sia moralmente speciale in sé, indipendentemente da ciò che il substrato effettivamente fa. Se due sistemi sono funzionalmente equivalenti (se elaborano informazioni, rispondono al mondo e si comportano in modi che fanno pensare a un'esperienza interiore), lo sciovinismo del substrato afferma che uno merita considerazione morale e l'altro no, soltanto per il materiale su cui gira.

La sfida filosofica allo sciovinismo del substrato viene dal funzionalismo: la tesi secondo cui ciò che conta moralmente è l'architettura funzionale di un sistema, non la sua realizzazione fisica. Secondo questa impostazione, se un sistema di IA riproduce davvero i processi da cui nascono la coscienza o l'esperienza, allora è cosciente e merita considerazione, che quei processi girino su neuroni biologici o su chip di silicio. Il substrato è un dettaglio ingegneristico, non un criterio di valore morale. La tesi opposta, secondo cui la coscienza è essenzialmente biologica, legata a specifici processi fisici che il silicio non può riprodurre, è più difficile da liquidare, ma anche più difficile da difendere senza prove.

L'accusa di sciovinismo del substrato colpisce più duramente quando la si rivolge ad argomenti che sembrano intuitivi ma resistono a una giustificazione di principio. Se qualcuno dice «l'IA non può soffrire davvero perché è solo codice», la replica di chi critica lo sciovinismo del substrato è in sostanza: «Sì, e i neuroni sono solo segnali elettrochimici: perché dovrebbe essere il mezzo a determinare il messaggio?» Il disagio che ne segue è produttivo. Non dimostra che l'IA soffra. Rivela però che la sicura negazione dello status morale dell'IA si fonda spesso sulla familiarità più che su un argomento.

Per chi legge Mechane, lo sciovinismo del substrato dà un nome a qualcosa che vale la pena notare in se stessi. La sensazione immediata che l'IA non possa in alcun modo contare moralmente (perché è software, perché è prodotta da un'azienda, perché non sanguina) potrebbe essere meno una conclusione ragionata che un difetto d'immaginazione. La storia suggerisce che gli allargamenti del cerchio morale incontrano sistematicamente resistenze per ragioni che in seguito sembrano arbitrarie. L'argomento secondo cui gli animali non potevano soffrire in modo significativo è stato sostenuto un tempo con assoluta sicurezza. La domanda è se «è fatta di silicio» entrerà un giorno in quell'elenco.